lunedì, 02 novembre 2009, ore 11:39

LA COMMEDIA DELL'EQUIVOCO

Di recente mi è capitato di assistere a situazioni veramente esileranti.

La gente spesso crede, infatti, di essere a conoscenza di quelli che loro ritengono i "fatti", mentre in realtà ha solo una visione parziale e distorta della realtà.

Questo evento, oltre che provocare in me una "grassa" ilarità, mi ha convinto definitivamente circa il fatto che molte delle volte in cui ero presuntuosamente certo delle mie posizioni e delle mie convizioni prese "con cognizione di causa", probabilmente ero del tutto fuori strada con l'aggravante di rendermi del tutto ridicolo agli occhi di chi viceversa era a conoscenza della realtà evidente delle cose.

Il tutto per ribadire a me stesso che solo l'informazione, la trasparenza e la verità rendono l'uomo veramente libero.

graffiato da YetiGdN

venerdì, 09 ottobre 2009, ore 10:19

DEL PERCHE' TUTTE LE COSE SI DEBBANO RICONDURRE AD UNA LURIDA "CAREGA"

Sono in procinto di essere incaricato di redigere un progetto.

In base ai miei valori ed alle mie convinzioni un progetto deve essere acquisito ed approvato per la propria bontà intrinseca e non per gli "appoggi" o le "personalità" in esso contemplate.

Ora, posso anche capire che in tutti noi possa esserci in astratto una sana propensione a fare parte di un progetto positivo e propositivo, valido e ben argomentato. Quello che non capisco è perchè tutti si debbano presentare e tirare per la giacchetta o per la manica della camicia l'estensore (o presunto tale) del medesimo per individuare in esso la figura formalmente adatta e calzante rispetto al proprio "curriculum".

Ora, se la cosa è buona e giusta, perchè dovremmo ricondurla ad un vile mercimonio per la condotta squalificante degli attori in essa forzatamente convenuti ? Perchè bisogna sempre ridursi ad "usare" le persone, a sfruttare le conoscenze, a manipolare gli altri, anche nell'ipotesi di azioni che, per la filosofia in esse insita, dovrebbero rasentare il mero volontariato ?

In altre parole c'è proprio così bisogno di piantare il proprio culone su OGNI sedia che si rende disponibile nel creato, pur di dare un senso alla propria esistenza, così magari implicitamente squalificando a priori il senso ultimo dell'azione medesima ?

Ai "posters" l'ardua sentenza ...

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lunedì, 14 settembre 2009, ore 11:41

ORGOGLIO GIALLOBU

 

 

 

 

 

E' nato il gruppo promotore del costituendo Comitato Orgoglio Gialloblu - Calcio Trento.

Il dramma collettivo che sembra attanagliare ormai irrimediabilmente da oltre un decennio le sorti e le aspirazioni della tifoseria trentina, ha dato luce in questi giorni ad un organismo no-profit che si differenzia dalle precedenti esperienze di sottoscrizione popolare già ampiamente sfruttate in Trentino in anni passati, per il fatto che per la prima volta raduna in modo paritario e trasversale tutte le componenti del tifo gialloblu senza distinzione alcuna.

Il nome del comitato nasce proprio dall'esigenza di dare dignità al tifoso trentino che da troppi anni si vede costretto a dover difendere dal pubblico ludibrio il proprio senso di appartenenza ai colori gialloblu ed all'Aquila di San Venceslao.

In risposta alle forzature dell'attuale Presidenza si legge: "Una società di calcio è patrimonio sociale, culturale ed affettivo della comunità cui appartiene e dei propri tifosi, non semplice impresa economica di coloro che ne sono temporaneamente proprietari."

Le rischieste esplicite sono: "chiediamo una società degna ed un cambio di passo verso il territorio e la tifoseria unico vero valore inalienabile e motivo ultimo di esistenza della squadra; senza di noi nulla ha più un senso compiuto. "

Comitato Orgoglio Gialloblu – Trento

www.orgoglio-gialloblu.it

comitato@orgoglio-gialloblu.it

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venerdì, 14 agosto 2009, ore 16:59

INSHALLAH

Fra alcune ore vado in ferie. Così sono fuori dal tunnel, riesco a rilassarmi e forse dormo pure qualche oretta invece di aggirarmi furtivo e pensieroso attorno al frigo tutta la notte. 

Me ne sto in montagna a cercare funghi per due settimane. Sentire il profumo dei rododendri al sole, della resina delle conifere, l'aroma del terriccio di sottobosco.

A Dio piacendo.

I funghi, intendo.

Perchè a me non piace mangiarli.

Mi diletto solo a trovarli.

graffiato da YetiGdN

lunedì, 10 agosto 2009, ore 15:48

GIORNALISTI

Se va bene, nella migliore delle ipotesi intendo, si tratta di piccoli "frati" amanuensi che si limitano a ricopiare pedissequamente le linee gia tracciate da altri o a confermare teorie già assunte agli onori della cronaca giusta condivise, consolidate e sterotipate valutazioni già patrimonio acquisito dell'umanità.

E i giornalisti, quelli veri, dove sono andati a finire ?

Quelli con il sacro furore della ricerca, quelli che vanno controcorrente, che scavano nella mediocrità delle notizie di "regime", che fanno inchieste, che cercano di capire, che ascoltano la risposta dell'interlocutore più che il suono aulico della propria domanda e sanno ribattere in modo preciso, documentato e circostanziato ?

Ah, scusate ... dimenticavo ... siamo in Italia.

 

graffiato da YetiGdN